Investire nella salute attraverso una strategia basata sugli incentivi è la strada verso dipendenti più sani e soddisfatti.

Il corpo umano è fatto per muoversi e, quando questo non avviene, tende alla sedentarietà e diventa più soggetto a problemi di salute. Oggi, la stessa logica si applica all’ambiente aziendale attraverso l’attenzione che i dipartimenti delle Risorse Umane dedicano ai programmi di Salute e Benessere. Investire nella salute dei dipendenti è uno dei pilastri fondamentali del successo aziendale a lungo termine.

Quando l’attenzione si concentra su azioni concrete e misurabili, i datori di lavoro iniziano ad avere i riferimenti necessari per rafforzare il senso di responsabilità e di scopo dei dipendenti. Iniziative sostenibili consentono loro di assumere maggiore responsabilità nelle proprie attività e contribuiscono a un aumento generale della produttività.

Con i cambiamenti aziendali che avvengono in modo così dinamico e naturale, le organizzazioni hanno oggi una necessità intrinseca di concentrarsi sulla salute dei propri dipendenti. In questo senso, è fondamentale includere attività rilevanti e accessibili a tutta la forza lavoro, così da creare un vantaggio competitivo e favorire la fidelizzazione dei talenti.

La prevenzione digitale come strategia

Secondo il Global Wellness Institute (GWI), il settore della Salute e del Benessere è attualmente uno dei più grandi e in più rapida crescita, con un valore superiore a 4.000 miliardi di dollari, pari al doppio della crescita globale.

È importante sottolineare che la salute rappresenta solo uno dei fattori che compongono il benessere generale. Attraverso l’integrazione di elementi tecnologici, è possibile offrire ai dipendenti un approccio più adeguato e olistico, prestando al contempo attenzione al benessere emotivo.

In un’epoca in cui 7 Millennials su 10 soffrono di burnout, è importante comprendere che questa fascia d’età, una delle più numerose della forza lavoro attuale, è interessata anche da altre problematiche di salute mentale.

E questo rappresenta sia una sfida sia un’opportunità per le aziende.

In una cultura dominata dalla tecnologia, i dispositivi digitali consentono ai dipendenti di essere costantemente raggiungibili sia per esigenze professionali sia per pressioni sociali, aumentando così stress e stanchezza. Inoltre, la mancanza di un’autentica connessione umana, poiché la maggior parte delle comunicazioni avviene tramite messaggi, e-mail o social network, aumenta ulteriormente il senso di isolamento.

Per questo motivo è importante sfruttare le opportunità digitali per favorire una maggiore resilienza dei dipendenti e consentire loro di mantenere i livelli di produttività attesi.

Inoltre, attraverso la personalizzazione e un sistema di incentivi adeguato, è possibile massimizzare i benefici e ridurre al minimo i costi a lungo termine.

La prevenzione del burnout

I livelli di energia di un dipendente possono essere paragonati alla batteria di un cellulare. Quando la batteria del nostro telefono raggiunge il 5 o il 10%, una delle nostre principali priorità è permetterle di ricaricarsi.

Lo stesso dovrebbe essere fatto con i dipendenti.

Qualsiasi dipendente che sperimenti bassi livelli di energia sul posto di lavoro ha bisogno di un sistema di supporto che gli permetta di recuperare il proprio benessere mentale.

Secondo Modern Health, i datori di lavoro si trovano spesso ad affrontare una situazione critica: tre dipendenti su quattro affermano che il proprio lavoro è molto stressante e che stanno valutando la possibilità di cambiare lavoro. Questo diventa un problema significativo per le aziende che puntano su una forza lavoro stabile e qualificata.

Secondo lo stesso studio, il benessere emotivo può inoltre costare ai datori di lavoro fino a 500 miliardi di dollari all’anno.

Per ridurre e prevenire il burnout, è fondamentale che le iniziative siano allineate agli obiettivi specifici dell’azienda e che venga sviluppata una cultura che incoraggi i dipendenti a chiedere aiuto quando necessario.

È importante chiarire la differenza tra salute mentale e malattia mentale. Mentre la salute mentale riguarda emozioni, pensieri, sentimenti e capacità di risolvere problemi e superare le difficoltà, non è sinonimo di malattia mentale, secondo la Canadian Mental Health Association.

“Nel corso di una vita, non tutte le persone sperimenteranno una malattia mentale, ma tutti affronteranno una sfida legata al proprio benessere mentale”, afferma l’associazione.
Un supporto personalizzato

Anche per i dipendenti che stanno bene dal punto di vista emotivo, è sempre importante sviluppare attività che aiutino a ridurre lo stress, aumentando al contempo la produttività e il coinvolgimento lavorativo.

Secondo uno studio di Goamra, l’utilizzo di un’applicazione per la meditazione può aumentare il benessere emotivo e la capacità di gestire le emozioni dei dipendenti.

Ma cos’altro è possibile fare?

Se i Millennials rispondono meglio a soluzioni personalizzate, è importante utilizzare dispositivi tecnologici che sfruttino la tecnologia per sviluppare programmi progettati specificamente per ogni utente e in linea con le sue esigenze attuali.

Tuttavia, considerando che anche il contatto umano rappresenta un elemento importante, l’approccio più sensato consiste nella creazione di soluzioni ibride che consentano la personalizzazione, favorendo allo stesso tempo il contatto tra i dipendenti.

In altre parole, è fondamentale sottolineare come la tecnologia possa aiutare nell’adozione di diverse pratiche.

Già nel 2012, uno studio condotto da Chapman et al. aveva concluso che i partecipanti ai programmi di salute e benessere avevano costi sanitari inferiori del 25% rispetto ai colleghi non partecipanti.

Oggi, con una crescente attenzione al benessere, i programmi di salute e wellness sono in crescita, e per le giuste ragioni. Sempre più studi scientifici evidenziano i vantaggi che questi programmi, quando implementati correttamente, possono offrire, tra cui un ROI maggiore per le aziende che investono in essi.

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