Il Gennaio Bianco è una campagna dedicata alla sensibilizzazione sulla salute mentale, per iniziare l’anno prestando maggiore attenzione alle nostre emozioni, ai nostri limiti e ai nostri bisogni.
È un momento per riflettere su come ci sentiamo davvero e, soprattutto, per cercare supporto quando necessario. Tra le sfide più comuni della vita quotidiana ci sono l’ansia, la depressione e il burnout.
L’ansia può provocare preoccupazione eccessiva, tensione costante e difficoltà a rilassarsi. La depressione va oltre la tristezza: influisce sull’energia, sull’interesse per le attività e persino sul modo in cui vediamo noi stessi e il mondo. Il burnout, invece, deriva da uno stress prolungato, soprattutto legato al lavoro, e può causare una profonda stanchezza fisica, mentale ed emotiva.
E per aiutarti a prenderti ancora più cura di te, abbiamo parlato con lo psicologo IRON Caio Nunes, che ha risposto ad alcune domande essenziali sul tema.
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Come distinguere la tristezza dalla depressione e quando è il momento giusto per chiedere aiuto?
“La tristezza è un’emozione naturale, una risposta a situazioni che generano un disagio temporaneo, come perdite, frustrazioni o delusioni. Tende ad avere una durata breve e diminuisce man mano che la persona riesce a elaborare e accettare l’esperienza di aver vissuto qualcosa di doloroso. Per questo motivo, nonostante sia dolorosa, generalmente non impedisce di mantenere il normale svolgimento della vita e della routine.
La depressione, invece, comporta uno stato persistente di scoraggiamento, vuoto o apatia, che può durare settimane o mesi e interferire in modo significativo con la vita personale, professionale e sociale. È caratterizzata dalla perdita del naturale desiderio di cercare soddisfazione e realizzazione, spesso accompagnata da una sensazione di disperazione rispetto al futuro, poiché la persona non riesce più a vedere possibilità di significato o miglioramento.
È importante prestare attenzione ad alcuni segnali di depressione, come:
- alterazioni del sonno e dell’appetito;
- stanchezza costante;
- mancanza di motivazione;
- senso di colpa;
- autocritica eccessivamente negativa.
Quando lo stato di scoraggiamento si prolunga, diventa difficile trovare un senso nella propria esistenza e la vita quotidiana ne risente, è fondamentale cercare un aiuto professionale. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza; al contrario, è un passo importante per alleviare la sofferenza emotiva e riprendere il corso della propria vita”, spiega lo psicologo Caio.
Quali fattori contribuiscono maggiormente al burnout oggi e come riconoscerlo precocemente?
“Il burnout è fortemente legato a un contesto caratterizzato da eccessive richieste, pressione costante per le prestazioni, mancanza di riconoscimento e difficoltà nel stabilire limiti tra lavoro e vita personale.
Oggi, la sensazione di dover essere sempre disponibili, la paura di fallire e il sovraccarico emotivo contribuiscono a questo esaurimento. Nelle fasi iniziali, il burnout può essere riconosciuto attraverso segnali come stanchezza persistente che non migliora con il riposo, irritabilità frequente, perdita di motivazione, sensazione di distacco emotivo e calo delle prestazioni.
Spesso la persona continua a lavorare, ma al prezzo di un forte logoramento interiore. Osservare questi segnali e prenderli sul serio è fondamentale, perché il burnout non compare improvvisamente: si sviluppa gradualmente, man mano che si perdono i limiti nel rapporto con il lavoro.”
Quali strategie di cura di sé aiutano davvero a gestire l’ansia nella vita quotidiana?
“La cura di sé è un atteggiamento di maggiore consapevolezza nei confronti delle esigenze quotidiane, che permette di organizzare la routine in modo da avere tempo da dedicare ad attività piacevoli e importanti per la salute nel suo complesso.
Organizzare la routine, rispettare gli orari di riposo e prendersi cura del sonno e dell’alimentazione sono basi fondamentali per ridurre l’ansia. Inoltre, strategie semplici come respirare più lentamente, ridurre l’eccesso di stimoli, dedicare momenti al silenzio e praticare attività fisica sono risorse efficaci per favorire il benessere emotivo.
Dal punto di vista esistenziale, l’ansia tende a diminuire quando la persona riesce a uscire da uno stato permanente di allerta e dalla pressione di rispondere a tutti gli stimoli esterni, tornando a connettersi con ciò che dà realmente significato alla propria vita.”
Come sostenere una persona vicina che presenta segnali di ansia, depressione o esaurimento?
“La principale forma di sostegno consiste nell’offrire presenza e ascolto, senza giudizi o tentativi immediati di proporre soluzioni ai problemi che la persona sta affrontando. Spesso chi soffre si sente già incompreso o sotto pressione per stare meglio.
Dimostrare interesse sincero, riconoscere la sofferenza e rispettare i tempi dell’altra persona sono atteggiamenti fondamentali. Inoltre, è importante aiutare la persona a riconoscere la necessità di un supporto professionale e, quando possibile, accompagnarla nel percorso di ricerca di aiuto.
Questo atteggiamento può fare una grande differenza nell’affrontare la sofferenza. Sostenere significa soprattutto camminare insieme, rendersi disponibili e dimostrare, attraverso la propria presenza, che l’altra persona non è sola mentre attraversa un momento doloroso.”

